Fate la nanna

Il buon Matteo Balocco ha scritto un post su uno dei problemi più sentiti da parte di tutti i neo genitori: come fare per far dormire serenamente il proprio bimbo/bimba. Per Matteo, il metodo da usare è quello descritto in Facciamo la nanna di Grazia Honegger Fresco contrapposto al più noto Fate la nanna di Eduard Estivil.

Il metodo di Grazia Honegger Fresco pare sia basato sulla condivisione del sonno, sull’addomentarsi insieme. Non ho letto il libro e, se ne avrò occasione, lo leggerò.

Invece, il metodo consigliato da Estivil è abbastanza diverso. Innanzitutto parte dall’assunzione che il sonno va ‘imparato’, come si impara a camminare, a mangiare, a nuotare. Se il bimbo non impara ad addormentarsi da solo, avrà problemi ad addormentarsi sempre anche da adulto.

Come si fa ad insegnare al bimbo ad addomentarsi da solo? Estivil non dice che bisogna farlo piangere fino allo sfinimento, dice che il momento del sonno, essendo un momento di distacco dal mondo, viene vissuto con ansia dal bimbo, che deve essere rassicurato con una serie di ‘riti’ di avvicinamento, sempre uguali, in modo che il bimbo comprenda che è ora di dormire come comprende che è ora di mangiare quando lo si mette sul seggiolone e si apparecchia tavola. L’avvicinamento al sonno deve essere quieto, calmo, rassicurante, giocoso. Si deve infondere al bimbo calma e sicurezza: deve capire che addormentarsi da solo non è un dramma ma una cosa naturale. La stanza deve essere buia di notte, mentre per il pisolino pomeridiano può essere anche parzialmente luminosa. Tutto questo per abituare il bimbo al ritmico alternarsi del giorno e della notte che aiutano il sonno anche per ragioni biologiche. Se si seguono queste semplici regole il bimbo dovrebbe addomentarsi tranquillamente.

Adesso veniamo al nodo spinoso: le tabelle di Estivill (quelle dove ci sono intervalli sempre più lunghi da rispettare prima di recarsi dal bimbo che piange). Esse sono utili solo nel caso il bimbo abbia maturato un’abitudine sbagliata. Per esempio si addormenta solo sul divano davanti alla TV, oppure solo se lo si porta a fare un giro in macchina etc…
In questi casi si adotta un metodo un pochino più brutale che consiste nel lasciare il bimbo nel lettino anche se piange, andandolo a consolare ad intervalli sempre più lunghi. Sulle prime sembra un pochino nazista, però, se ci pensiamo bene, viene adottato tranquillamente in quasi tutti gli altri casi della vita: per imparare a camminare lo si incoraggia a mollare la nostra mano, per andare in bici gli si tolgono le rotelle, per nuotare gli si tolgono i braccioli, per renderlo indipendente lo si lascia andare via (magari prima dei trentanni). Quando facciamo queste cose, in fondo, forziamo un po’ la mano ai nostri bambini, che vorrebbero ancora la nostra presa sicura, ancora le rotelle oppure i braccioli. In fondo siamo consapevoli di fare il bene dei nostri figli.

Con il piccolo Badòn abbiamo adottato il metodo e il piccolo ha cominciato a dormire tranquillamente nella sua cameretta. I primi tempi lo sentivamo che si raccontava delle storie oppure canticchiava fino ad addormentarsi.
Arrivata Pìgua, abbiamo affrontato una situazione che il libro non contempla: la convivenza in stanza di due bimbi. Pìgua, come tutte le donne, è meno remissiva (ragionevole ?) di Badòn e fatica di più ad addormentarsi. Una volta addormentata si fa tutta la nottata, ma strepita abbastanza quando mamma o papà lasciano la stanza. Abbiamo provato un po’ di volte a lasciarla piangere, ma non siamo stati inflessibili come vorrebbe il libro, soprattutto perché non volevamo che tenesse sveglio anche Badòn.
Dopo un po’ di mesi difficili, adesso pare che Pìgua e Badòn riescano ad addomentarsi bene, magari riescono anche a giocare insieme al buio (e anche a litigarsi qualche peluche).

Per concludere, il metodo di Estivill ha funzionato in pieno con Badòn e poco con Pìgua. Forse perché non è un metodo perfetto oppure perché noi non l’abbiamo applicato in pieno. Ma non dateci dei torturatori di bambini o tenutari di “orfanotrofi bulgari”, per favore!
Matteo, ti direi che l’abbiamo fatto per il loro bene, se non conoscessi il detto :

Ne uccide più il dottore che il boia. Puoi impietosire il boia ma non il dottore.

O qualcosa di simile…

10 pensieri su “Fate la nanna

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  2. Invece con mia figlia il metodo Estivill ha funzionato a meraviglia: dopo otto mesi nei quali Cecilia non è mai riuscita a dormire per più di un’ora e mezza consecutiva, ora ne dorme anche 9 filate e soprattutto quando la mettiamo nel lettino sorride ed è visibilmente contenta.
    Prima che applicassimo il metodo, anche di giorno dormiva pochissimo, ed anche durante il sonno non si riusciva a vederle sul volto un’espressione serena. Mangiave poco, poppava decine di volte al giorno per pochi minuti, non riusciva a stare dieci minuti senza piangere… insomma, sembrava proprio stressata, perennemente stanca e irritabilissima. Dopo una settimana (un po’ poco per essere un caso…) ha cominciato a dormire molto di più e meglio, è diventata molto più allegra e sorridente, mangia di più e più variamente… insomma, è cambiata in meglio sotto tutti gli aspetti ed è visibilemnte più felice, serena e soddisfatta. I primi due giorni sono stati davvero duri per tutti, ma ora, a distanza di tempo, posso proprio dire che ne è valsa la pena!
    Aggiungo che Cecilia è la mia seconda figlia, con Lorenzo non c’è stato bisogno di nulla perchè ha sempre dormito come un sasso da solo. Quando nei primi giorni di “metodo” Cecilia strillava come una matta, temevamo che svegliasse anche lui e che questo ci avrebbe impedito di continuare… ma siamo stati fortunati, ed ora dormiamo tutti e quattro alla grande.
    Saluti!

  3. Come promesso.

    Grazia Honneger fresco non propone alcun metodo, ma solo delle riflessioni in merito. Non ci sono metodi per far dormire i bambini, ne sono convinta. E sono convinta che se i bambini non dormono hanno le loro buone ragioni per non farlo: evidentemente il loro sonno funziona così, o hanno bisogno di qualcosa, o non sono nella condizione ideale per dormire. L’ideale sarebbe trovare il problema che disturba il tuo bambino, e risolvere il problema insieme a lui. Mica facile, però 🙂

    Tu hai insegnato a respirare ai tuoi figli? e hai insegnato loro a fare pipì? (non dico fare pipì nel vasino, proprio a farla…)
    e hai insegnato loro a camminare? o ad afferrare gli oggetti?
    Non, non credo. Dormire è una funzione fisiologica, e non si impara: si impara a leggere, si impara a far di conto, ma non si impara a dormire. Un neonato di pochi giorni dorme tutto il giorno (fra una poppata e l’altra), nessuno glil’ha insegnato, ma dorme con dei ritmi un po’ strani se confrontati con quelli dell’adulto. Molto spesso e molto brevemente. Da quel ritmo dei primi giorni c’è una naturale evoluzione al ritmo di sonno che ha un bambino a sei mesi, o ad un anno, o a tre anni, o a 15 anni…non si impara a dormire in un certo modo, semplicemente il nostro corpo ha bisogno di dormire con certi ritmi e con certe modalità che sono diverse per ciascuno di noi.

    Poi però c’è questo fantomatico problema del sonno dei bambini: ora non ho qui con me il libro di Estivill, sono fuori casa, ma lui, se non ricordo male, dice cose molto contradditorie, tipo che un’altissima percentuale di bambini presenta problemi di sonno (i bimbi non si addormentano da soli, o si sveglano troppo spesso), ma allo stesso tempo dice che è “NORMALE” che un bimbo a nove mesi si addormeti da solo, col sorriso, che dorma 11 ore a notte….cito a memoria, forse i parametri sono leggermente diversi.
    Bene, mi chiedo: cosa significa “normale”? Normale significa che quella è la norma, che è il comportamento più diffuso. Be’, non so prendiamo 100 (1000? 10.000?) bimbi di nove mesi e poi vediamo qual è il comportamento più diffuso, e ne riparliamo.
    Il punto è tutto qui secondo me: vedere un problema dove il problema non c’è. Un neogenitore si sente chiedere per almeno tre anni dalla nascita del suo primo bimbo da tutti i vicini di casa, amici, conoscenti, colleghi… “ma ti dorme la notte??”
    Se invece si fosse onesti, e si dicesse ai genitori: un bambino sotto i tre anni difficilmente dormirà tutta la notte filata, un bambino appena nato e ancora per due o tre anni ha bisogno di stare insieme coi genitori per addormentarsi, altrimenti fa fatica, ci sono dei periodi in cui un bambino fa tanta difficoltà a dormire, e si agita, e si risveglia spesso….e tutto questo non è perché tuo figlio ha qualcosa che non va, non è perché tu genitore hai sbagliato qualcosa, non è perché non gli hai insegnato a dormire bene, né perché ha preso una cattiva abitudine, e nemmeno perché sei troppo tenero e non sai dire di no. Se si fosse onesti e si dicessero le cose così come stanno sarebbe meglio per tutti.
    I bambini non hanno problemi di sonno, semplicmeente dormono così. Tu come genitore forse troverai la strada giusta per dormire bene tu, tuo figlio e tutta la famiglia nel modo migliore, andando per tentativi, ascoltando le tue e le sue esigenze, e non seguendo i diktat di un esperto che ti fornisce una tabella dei minuti da rispettare per consolare tuo figlio. mi sembra che sia allucinante.

    Non è vero che se un bambino non si addormenta da solo, allora non lo fara da adulto. Non è vero. Non posso credere alla verità di questa affermazione. Ti sembra davvero credibile che un adulto non sia in grado di addormentarsi da solo, a meno che non sia stato fortemente traumatizzato da qualche evento della sua vita? (penso a guerre, incidenti, o altri eventi traumatici…)

    Il paragone che tu fai, il metodo estivill con l’atteggiamento di un genitore che incoraggia un bambino a fare da solo (a camminare, a pedalare, etc…) non regge: prima di mollare la manina per incoraggiare tuo figlio a camminare l’ahi accompagnato per lungo tempo a fare passettini passettini, poi qualche passo solo qualche passo con te, poi magari con il tuo mignolo nel suo pugnetto, e piano piano siete arrivati insieme al punto di mollare la mano, per tentativi, per prove. Se tuo figlio quando mollavi la mano cadeva e si faceva male, non avresti più mollato per qualche tempo, finché non lo vedevi sicuro. Se lui ti chiedeva di tenerlo perché non si sentiva sicuro, tu lo tenevi, magari lo incoraggiavi, ma non lo avresti abbandonato.
    Estivill obbliga i genitori ad abbandonare il figlio nel momento del sonno. Andare dentro in camera per dire due frasi (pronte e precotte uguali per tutti) non so quanto possa davvero rassicurare un bimbo viola per il pianto.
    Se si facesse veramente come si “insegna” ai bambini a camminare, si accompagnerebbe gradualmente i bambini all’autonomia, secondo i LORO tempi, e non secondo i tempi di estivill.

    Ora davvero chiudo qui, potrei andare avanti parecchio a scriverne, ma rischio di diventare molto invasiva, più di quanto io non sia già.

    Grazie,
    e ancora scusa…
    Lella

  4. Ciao,
    grazie per il post.
    Su consiglio di amici ho comprato “L’Estivill” e conconrdo con Lella sulla “propaganda” rigauardo la fantomatica alta percentuale di bambini che avrebbero disturbi del sonno e sui bambini che a nove mesi non dormono (ma la poppata notturna conta?)
    Però… abbiamo provato a vedere se la piccola dormiva “da sola” in culla con ciuccio+orsacchiotto+copertina dopo essersi rilassata con bagnetto, poppata e coccole e… MIRACOLO ci si è addormentata da sola, bella tranquilla, senza dover camminare, cullare, coccolare, cantare o altro.
    Certo è che se dovesse piangere per più dei soliti due-tre minuti di langetta o terrorizzata per un brutto sogno non starei a guardare una tabella…

    Ciao,
    Fabio

  5. Signori, pardon…
    credo che innegabilmente ogni bimbo sia fatto a modo suo con i suoi tempi, le sue personalissime paure, i suoi particolari limiti e virtù. Lo stesso vale per ogni genitore. E’ un nonsense affermare che ci possa essere una regola universale per condurre il proprio figlio ad un’esperienza che più di tutte lo metterà sempre più in contatto con il suo inconscio più profondo. E’ come dire che potrebbe esserci un modo per educare i bambini a non diventare un giorno delinquenti e disonesti, agendo sulla loro predisposizione a seguire i nostri insegnamenti. Pensate mai più guerre o scippi in metropolitana!
    Il mondo è bello perchè è vario…(e non ci sono più le mezze stagioni…governo ladro…)
    Finendo, io sono papà da 20 giorni e, grazie al cielo ho un bimbo davvero bravo. Quando gli succede comunque di essere agitato cerco di comportarmi a seconda del momento in questione…non credo sia un cucciolo di Labrador che d’istinto collega certe azioni del padrone a precise sue reazioni di default. Credo invece possa avere (piano piano) la capacità di capire che a volte sarà possibile (e forse anche piacevole per tutti) fare i capricci (tipo il venerdì o il sabato sera, ma non solo visto che da quando c’è lui sento molto meno la stanchezza), mentre altre volte si troverà a piangere disperatamente senza tregua non ottenendo nessun risultato.
    In questo modo crescerà in modo da potersi adattare via via alle situazioni che si presenteranno, specie agli imprevisti che (NOI ADULTI dovremmo saperlo) lo porteranno ad adeguarsi di conseguenza (gli stessi imprevisti che è probabile siano capitati anche al nostro Estivill, di 57 anni, impedendogli di dormire esattamente come accade a mio figlio Edoardo, di 20 giorni…la differenza consiste solo nel fatto che quest’ultimo non può prendere valium o accendersi la TV e certo non può avvertire quel pirla di suo padre che magari gli ha messo il pannolino a rovescio. E chi dice che i suoi problemi siano meno importanti di quelli di un adulto…io non ricordo ma certo non sarà stato semplice imparare ad interagire con il mondo.
    Viva la libertà che abbiamo e che i nostri figli avranno di creare a nostro personalissimo arbitrio un legame che, è risaputo, viene da sempre definito per l’appunto come UNICO e IMPONDERABILE…

  6. Ho letto fate la nanna non perchè padre (il bimbo nascerà fine agosto) ancora bensì in veste di terapista della riabilitazione e devo dire che i consigli del medico sono efficaci anche con bambini cerebrolesi che mostrano una alterazione dei ritmi sonno-veglia importanti. La routinizzazione spazio-temporale è di vitale importanza per tutti i bambini e deve essere somministrata in modo adeguato sin dai primi mesi di vita. Il cervello del bambino, soprattutto nei primi 3 mesi di vita, è estremamente plastico per cui engramma qualsiasi stimolo proveniente dall’ambiente circostante e lo mette in pratica. Ciò non significa che egli possieda una coscienza ma discerne perfettamente qualsiasi azione ed impara a reagire attivamente. Per cui, una sana impostazione che regoli i ritmi circadiani non può non essere utile al mantenimento di un sano equilibrio famigliare e crescita neurologica del bimbo.

  7. salve, il problema è il sonnellino pomeriddiano, la mia bimba ha 3 mesi dorme bene di notte ma il pomeriggio si addormenta per mezz’ora epoi si sveglia con un lamento a mia impressione disturbata da qualcosa, ma non so e poi se mi va bene la giro di fianco nel lettino e si riaddormente altrimenti inizia a piangere e non dorme più. qualcuno mi sa spiegare perchè dorme solo mezz’ora? grazie violante

  8. Giacomo ha 6 mesi e mezzo.da tre settimane dalla nascita i nonni lo hanno viziato e lo hanno addormentato sempre in braccio, complici le innumeroli coliche. Poi decisi, ai suoi 3 mesi di vita, di riprendere in mano le redini (dopo il parto stavo troppo male e depressa che sono stata costretta a delegare molto ai nonni!) e di impedire che il piccolo si addormentasse solo in braccio. Cosi ho provato ad applicare il metodo fate la nanna che, secondo me, applicato all’80%, funziona senza traumatizzare il bambino. Ora che pesa ben 10 chili e la mia schiena necessita di cure, ringrazio la costanza che ho avuto nell’applicarlo. Il mio 80% ha voluto dire questo: invece di uscire sempre dalla stanza (ad ogni rientro come da tabella) che il bambino era ancora sveglio, al terzo/quarto rientro, una volta che il piccolo accennava a calmarsi e a chiudere gli occhi, io restavo li, con la mia mano sul suo petto e sussurravo sh sh sh sh sh con tante carezze sul viso. Visibilmente vedevo che i suoi tratti si distendevano e che piano piano chiudeva gli occhi fino ad addormentarsi. Facendo cosi per 10 giorni, anche durante il pisolo pomeridiano, lui ha capito che non doveva aver il terrore del sonno perche non era solo. Credo stia funzionando, a volte non devo mai rientrare in stanza, a volte una sola volta. cosi credo sia una cosa giusta. Almeno, a me ha soddisfatto, non mi sento troppo “rigida” e il piccolo si addormenta e dorme almeno 10 ore di filato. Cosa importantissima: la routine, bagnetto, pappa, nanna. Le ripetizioni tranquillizzano i bimbi. Le cose strane, nuove, sempre diverse NO. almeno al mio Giacomo.
    Forza e coraggio, sempre!
    chicca

  9. mia figlia di sette mesi appena la stacco dalle mie breaccia si mette a strillare e sono costretto a riprenderla in braccio in questo modo dorme solo in braccio, la notte dorme pochissimo sia lei che mia moglie.appena la appoggio al lettino piange…
    cosa posso fare

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