Terza tappa: Bad Kreuzen – Maria Taferl

Ed eccoci alla terza tappa della nostra avventura sulla ciclabile del Danubio: le altre le trovate qui.La perfetta abbronzatura

Da Bad Kreuzen si scende di nuovo verso Grein per dirigersi verso Maria Taferl (il tragitto di Google Maps è un pochino diverso da quello della ciclabile). La giornata è nuvolosa. Fa niente, come potete vedere nella foto, mi sono già abbronzato dove necessario. A Grein si attraversa il fiume in battello e si pedala sulla riva destra in un succedersi di piccoli paeselli, su una strada che non è propriamente una ciclabile. Il tratto non è trafficato ma le poche auto sfrecciano abbastanza veloci. Si arriva al ponte in concomitanza della diga di Ybbs-Persenbeug e si passa dall’altra parte. A Persenbeug ci si ferma e si pranza in un baretto carino.

Si riparte dopo aver fatto sfogare i bimbi e ci si dirige, ora sulla riva sinistra verso Marbach, dove ci aspetta il pulmino che porta noi e le nostre attrezzature in cima alla collina di Maria Taferl.Panorama
Il paese è cresciuto intorno ad un santuario su una collina che domina la valle del Danubio. L’ hotel Rose, dove alloggiamo, ha una vista magnifica e una ricca gelateria a fianco. Visitiamo il santuario e ci godiamo il gelato e la vista: la giornata è finita.

Seconda tappa: Perg – Bad Kreuzen

Dopo colazione, ci muoviamo da Perg in direzione di Bad Kreuzen.Libreria - 2007.jpg Nella foto, Zuck mostra orgoglioso al popolo austriaco la maglietta del primo glorioso Barcamp italiano, lo Bzaarcamp. La ciclabile segue il percorso del fiume Naarn fino alla sua confluenza nel Danubio. Il Naarn è marrone scuro, un colore che non invoglia alla pesca, attività che, invece, i locali praticano senza timori.

Il paesaggio è abbastanza vario fino alla confluenza, a Mitterkirchen, dove comincia un tratto di pianura molto ampia, che rende la ciclabile molto agevole, come dimostra la foto qui sotto. Si sta in riva al fiume, costeggiando aree attrezzate per il barbecue. Proprio il profumo dei wurstel sfrigolanti alla brace dà il colpo di grazia alle forze del vostro Zuck. Il vuoto allo stomaco assale solo lui, l’unico a non aver approfittato della possibilità di una abbondante colazione. Per fortuna, Grein non è lontana.Libreria - 2014.jpg Mentre si aspetta il furgoncino che porterà noi e le nostre bici all’albergo, sulla collina di Bad Kreuzen, Zuck si fa fuori tutto il commestibile di un chiosco adiacente ad un campeggio.

All’ora stabilita arriva il furgoncino, condotto dalla versione austriaca dell’incrocio tra Mr Magoo e Dick Dastardly. E guida pure peggio. In qualche modo arriviamo all’albergo, situato in un posto incantevole con poggioli che danno sul bosco. Il posto ideale per ritemprarsi dalla stanchezza. Sulla guida leggo che Bad Kreuzen è il luogo di origine del trattamento Kneipp che consiste nel sottoporsi a getti di acqua gelida. Bello, ma fatelo a qualcun altro. Mangiamo, bene, all’albergo e andiamo in camera a riposarci.

P.S. Tutte le puntate sono qui.

Prima tappa: Linz – Perg

Continuo la descrizione dellla vacanza in bici sulla ciclabile del Danubio, la cui introduzione è qui.

Il 19 Luglio siamo arrivati nel pomeriggio al Novotel di Linz, dove abbiamo cenato, dormito, fatto colazione ed etichettato per bene i nostri bagagli. Alla mattina del 20, senza fretta, siamo andati a prendere in centro le bici che Girolibero ci aveva affittato, presso una agenzia della Donau Touristik. Ad un primo sguardo alla bici e al carellino ad essa attaccato, Zuck ha pensato che questa volta non ce l’avrebbe fatta. I timori erano tanti: sapremo governare i mezzi, sapremo trovare la strada, ce la faremo fisicamente, ritroveremo i nostri bagagli. Ma l’entusiasmo dei bimbi, che si sono subito accomodati al loro posto incitandoci a partire, ha fugato ogni remora.
Libreria - 1981.jpg
E così dalla Hauptplatz di Linz abbiamo attraversato il Danubio sul ponte immediatamente di fronte. Subito dopo, a destra, iniziava, nel verde di un parco cittadino, la pista ciclabile. L’ora era tarda, circa le 11 di mattina, la giornata caldissima e soleggiata, ma bisognava raggiungere Perg (naturalmente google maps mostra il percorso in auto, non la ciclabile), in qualche modo.
Abbiamo voluto la bicicletta, e abbiamo cominciato a pedalare! Sotto il sole, con la preoccupazione che i bimbi prendessero una insolazione.

L’itinerario sulla riva sinistra del Danubio si mantiene abbastanza lontano dalla strada delle auto e costeggia a pochi metri il fiume, permettendoti di ammirare, sulla sponda opposta, la grigia periferia industriale di Linz. Per contro, è abbastanza monotono e senza ombra. Si passa sulla riva opposta vicino all’Ausee, lungo una diga di una centrale idroelettrica. Faccio fatica a descrivere le sensazioni che abbiamo provato nell’attraversare un gigante del genere, da soli, nel silenzio di una splendida giornata.

Libreria - 1985.jpgLa riva destra è più ombreggiata e si pedala meglio. Ci si può anche fermare a dissetarsi e, intanto, si può vedere come stanno i bambini, che è da un po’ non si sentono. Beh, erano nelle condizioni della foto accanto. Mi sorprende sempre come da bimbi ci si riesca ad addormentarsi in ogni posizione e situazione!

A questo punto ci si allontana dal Danubio per raggiungere Enns, dove avevamo programmato di pranzare. Dopo un paio di malintesi dovuti a dei lavori che interrompevano la ciclabile, si raggiunge Enns, che però è su una collina, e ci tocca spingere le bici. Arrivati nella graziosa piazza principale, svegliamo i bambini e cerchiamo un posto che ci faccia insalate, panini e wurstel. Non è banale. Gli austriaci sono molto ligi agli orari e alle 2 del pomeriggio alcuni locali hanno già la cucina chiusa.

Libreria - 2000.jpgDopo mangiato e fatto giocare i bimbi al locale parco giochi, ci siamo buttati in discesa verso il Danubio, percorrendo una bella ciclabile lungo il bosco sulla riva del fiume. Così siamo arrivati di fronte al borgo di Mathausen, separati solo dal fiume che attraversiamo con un traghetto adibito solo al trasporto dei ciclisti. Dalla sponda sinistra seguiamo le indicazioni per Perg, che raggiungiamo mentre fa sera, con l’onnipotente che ci guarda da lassù, come nella foto.

La notte l’abbiamo passata all’hotel Waldhor, passabile. Abbiamo cenato in un ristorante che si è segnalato per la scortesia e quindi non ne faccio il nome.

Guten <tag>

Dottori e pazienti tutti, sono tornato dalle ferie. Proprio di queste ferie vi vorrei parlare. Quest’anno abbiamo deciso di fare delle vacanze un pochino diverse. Libreria - 2066.jpgNiente di eccezionale, solo che noi (i fantastici 4 Zuck Smilza Badòn Pìgua) insieme ad un’altra famiglia di eguale composizione, dopo qualche giorno di campeggio in Austria (a St.Wolfgang) abbiamo affrontato il tratto della ciclabile del Danubio che conduce da Linz a Vienna (circa 220 km). Sei giorni di bicicletta lungo il fiume più importante d’Europa. Grazie all’organizzazione di Girolibero (che si appoggia alla Donau Touristik), i nostri bagagli sono stati trasportati da un albergo all’altro, siamo stati forniti di guida in italiano e abbiamo avuto a noleggio due biciclette più un carrellino e un cammellino. Una foto mostra cosa sia il cammellino. L’altra come Pigua e Badon stessero comodi sul carrellino. Prima di dedicare un post ad ogni tappa, vorrei fare alcune considerazioni generali.

Libreria - 1982.jpg Il percorso della ciclabile è adatto a tutti, ma proprio a tutti. La salita che ci ha messo più in difficoltà è stato un cavalcavia. Se ti tieni sul percorso in riva al Danubio, anche il trasporto di un carrellino con il peso di due bimbi (circa 30 chili in due) è stato agevole anche per uno senza allenamento come il vostro beneamato. Puoi deviare per visitare qualche paesino più abbarbicato e allora devi faticare. Per il resto, relax più completo, anche con il sole caldo dell’estate continentale.

L’organizzazione è stata all’altezza. Le bici e tutto il resto dell’attrezzatura erano in ottimo stato, perfettamente adatti allo scopo. Se l’albergo era un po’ imbriccato (leggi in collina), un pulmino ti veniva a prendere in riva al Danubio e portava te e l’attrezzatura a destinazione. Qualche volta, arrivati all’albergo, una valigia (sempre la stessa!) non era arrivata, ma veniva in pochi minuti recuperata e portata a destinazione dall’organizzazione.

Noi, avendo i bambini, eravamo un pochino a rimorchio dei loro ritmi, e quindi non abbiamo visitato tutto quello che si poteva visitare, abbiamo limitato al minimo le escursioni ‘fuori rotta’ e visto più parchi giochi che abbazie. Il consiglio che posso trarne è che, con ragazzi più grandi, che possano pedalare per conto loro (facciamo tra i dieci e i quattordici anni), la ciclabile diventa una vacanza ideale. Oppure, come ci siamo promessi io e Smilza, quando saremo vecchi (e chi ci crede?) e i figli faranno le vacanze per conto loro.

Lungo il percorso che abbiamo fatto, non a caso la ciclabile più famosa del mondo, tutto è a misura di bici, dai segnali lungo la strada ai traghetti che ti portano alla sponda opposta. Anche i bar sono disseminati non lungo la strada principale, ma lungo la ciclabile, anche se ripartire dopo aver mangiato wurstel e crauti e bevuto mezzo litro di birra non è proprio il massimo.

A breve posterò delle succinte descrizioni delle varie tappe.